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La memoria: come performare al meglio nelle occasioni che contano.

Vuoti di memoria: ADDIO!

Oggi l’introduzione vogliamo affidarla ad una premessa molto importante, essenziale.

Tutto quello che troverai all’interno di questo articolo è solo una piccola parte di un argomento molto più vasto e ampio. Le tecniche di memoria e i metodi di studio sono argomenti molto trattati, specialmente negli ultimi anni, non credere a chi proverà a venderti soluzioni immediate, semplici, scorciatoie prive di alcun fondamento.
Questo può essere il momento in cui inizierai ad entrare in un mondo incredibile, fatto al tempo stesso di creatività e divertimento, oltre che di grande impegno e allenamento.

La lettura di questo articolo aprirà una piccola porta di un immenso mondo.

Te la senti di iniziare l’esplorazione?

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min

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Stavamo quasi per dimenticarci un’informazione molto importante.
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Lo so, lo so, vorresti saperne di più, ma, si sa, le cose belle vanno svelate un po’ per volta.

Al momento, possiamo anticiparti solo una cosa: tutti gli argomenti della sezione “crescita personale”, saranno oggetto di un ulteriore approfondimento. Questa volta, però, non ci limiteremo ad articoli mirati, bensì realizzeremo un vero e proprio viaggio che ti permetterà di entrare ancor più nel profondo all’interno di questi temi.

Quando succederà? Presto potremo dirti di più.

Bene, tutte le premesse sono terminate. Ora è davvero arrivato il momento di iniziare. VIA!

indice
  • 1. La paura dell’oblio: dall’ordinare la pizza al parlare in pubblico

  • 2. La memoria, o meglio le diverse tipologie di memoria

  • 3. PAV, Loci Ciceroniani e il Palazzo della Memoria

  • 4. La memoria e i colloqui di lavoro

  • Cosa troverai in questo articolo

    Tips pratiche per aumentare la tua autostima e migliorare le tua capacità di comunicare in pubblico. 

  • Cosa non troverai in questo articolo

    L’ennesima fake news da bar per laurarti in cinque differenti materie contemporaneamente.

1. La paura dell’oblio

Chi di noi non ha mai provato quella terribile sensazione di terrore, imbarazzo puro, immaginandosi balbettante e indeciso davanti ad una platea in trepidante attesa?

Non facciamo anche noi l’errore, di partire dalla fine della storia. Può funzionare con qualche film di Nolan, ma per oggi, seguiamo un ordine più “logico”. Riavvolgiamo il nastro.

Ti è mai capitato di sentirti a disagio prima di una telefonata, magari per ordinare la cena? Se non ti è mai accaduto direttamente, quasi sicuramente, conoscerai quell’amico o amica, terrorizzato/a dall’idea di parlare al telefono per ordinare le pizze per la cena.

“Ma stai scherzando? Non chiamerò mai io il ristorante. E se poi durante la chiamata mi dimenticassi completamente l’ordine?”

Bene, a mente lucida, tutti sappiamo che, per ovviare a questa eventualità, sarebbe sufficiente appuntarsi l’ordine su un foglietto, ma dopo aver letto i nostri articoli, avrai imparato che, il più delle volte, non si tratta di un qualcosa di RAZIONALE. Ebbene sì, torniamo ancora una volta lì, alle nostre emozioni, alla necessità di conoscerle, ri-conoscerle, coccolarle, comprenderle, ascoltarle, al fine di renderle nostre alleate.

Facciamo un passo avanti, più attinente alla vita lavorativa: ci viene affidata una presentazione, uno speech da compiere alla prossima riunione trimestrale.

Quanti, subito dopo aver esultato per aver ottenuto il ruolo di speaker e per l’orgoglio dell’incarico, sentono improvvisamente le gambe molli, il cuore in gola e il sudore freddo lungo la schiena?

“E se poi mi blocco davanti a tutti? Ma che figura ci faccio! Potrei fare così: mi scrivo tutto su un foglio e leggo anziché improvvisare!”

O ancora:

“Scrivo tutto nelle slide, in questo modo se mi trovassi in difficoltà, mi ritroverei tutto scritto eh…”

Pessime strategie!

In entrambi i casi, possiamo ridurre le probabilità di andare completamente in blocco (oltre che imparando a gestire le nostre emozioni), anche strutturando la preparazione dell’ intervento grazie a metodi collaudati, in modo da non dover più pensare al problema della memoria.

La soluzione la troverai all’interno di questa pagina e (come ti avevamo anticipato nel precedente articolo) sarà tutta una questione di METODO!

Ne esistono diversi che possono aiutarci nelle situazioni che ci troviamo ad affrontare ogni giorno.

Prendiamo in prestito le parole di Giulio Deangeli, medico e ricercatore in ambito neuroscientifico.

Nel suo libro “Il metodo geniale”, il dottor Deangeli racconta come sia riuscito a portare a termine cinque percorsi universitari, in sei anni, con la media del 30. Sì, nel caso in cui te lo stessi chiedendo, CONTEMPORANEAMENTE.

Penserete che questa sia una bufala letta sul web, una di quelle fake news da bar per incentivare i più piccoli a studiare senza sosta. E invece è una storia vera, documentata e raccontata e ha come perno principale il concetto di METODO.

Ora, lo scopo di questo articolo non è quello di procedere per pura emulazione, ci mancherebbe, non ti stiamo promettendo di riuscire a laurearti in cinque differenti materie nell’arco di sei anni, piuttosto, il nostro obiettivo è quello di infonderti una maggior consapevolezza, oltre a fornirti qualche tips pratica come siamo soliti fare, per aiutarti ad avere maggior stima e fiducia della tua memoria e per performare al meglio nelle occasioni che contano.

È arrivato, quindi, il momento di dire basta alla paura legata all’ oblio, è arrivato il momento di superare le incertezze derivanti da traballanti interrogazioni liceali o, ancor peggio, da traumi universitari mai superati.

C’è solo una regola, sentirsi dei novelli Sherlock Holmes, quindi occhi aperti, orecchie tese e mente focalizzata, oggi faremo il primo passo per rivoluzionare la nostra memoria.

  • Cosa ho appreso:

    Le emozioni influenzano la nostra memoria e le nostre performance, ma grazie ad un metodo collaudato, posso ridurre il rischio di blocco.

  • Falsi miti:

    La memoria è una questione di dote naturale. O la possediamo da quando siamo piccoli, quindi siamo degli ottimi memorizzatori, oppure non possiamo pensare di migliorarla e allenarla.

2. Le differenti tipologie di memoria

Immagina di trovarti seduto alla tua scrivania e di ricevere una chiamata: la tua proposta di partecipazione al TedX di Gotham City è stata accettata.

Con tutta probabilità, il classico terrore da palcoscenico è già lì, dietro l’angolo; questo non compare necessariamente solo in occasione di grandi eventi, potrebbe presentarsi anche per una “semplice e banale” presentazione, o durante un colloquio di lavoro.

Per poter ridurre il rischio di pensieri depotenzianti, tipici prima di un grande evento, dobbiamo sicuramente lavorare sulle nostre emozioni, MA, e questa volta è un gran bel ma, possiamo anche agire sul grande capitolo della memoria.

Memorizzando correttamente (e senza particolare sforzo) le informazioni di cui abbiamo bisogno, potremmo sentirci tranquilli sul fatto che, anche nei momenti peggiori, avremo un’ancora alla quale aggrapparci e che ci terrà stabili.

Partiamo rispolverando il concetto di memoria.

È molto probabile che, almeno una volta nella tua vita, tu si sia imbattut* nel paragone tra la memoria umana e quella del computer.

Ci permettiamo di dissentire. La memoria umana non può essere paragonata a quella di un computer.

Prova ad immaginare quanto segue: vivi dopo anni uno dei concerti più emozionanti e avvincenti della tua vita. È appena iniziata l’Intro di quella canzone, la canzone che ascolti sin da quando frequentavi le scuole elementari. Improvvisamente, schermo nero e scritta in sovraimpressione:

Memoria insufficiente. Sostituire scheda!

Ebbene, fortunatamente, non corriamo questo rischio.

La memoria umana è uno dei meccanismi più complessi e straordinari presenti in tutto l’universo.

Impossibile anche solo pensare di immaginare il funzionamento di uno strumento elettronico che possa replicarne il funzionamento.

La memoria umana non è unica, o meglio, ne esistono diverse tipologie.

Prendiamo in prestito (ancora una volta) le parole del dott. Deangeli, sopracitato, sempre dal suo libro Il metodo geniale, chi meglio di un medico esperto in neuroscienze può aiutarci a capire che cosa sia la memoria e quali tipologie di memorie esistano:

MEMORIA ESPLICITA O DICHIARATIVA : tutto ciò che può essere raccontato a parole, come i fatti della nostra vita (memoria episodica) o le nozioni che abbiamo studiato (memoria semantica).

MEMORIA IMPLICITA : non esprimibili verbalmente, come andare in biciletta (memoria procedurale) o, saper leggere allo specchio (memoria percettiva) e tante altre.

Alla luce della presenza di differenti memorie e del numero esorbitante di informazioni che si trovano ad analizzare e processare ogni istante della nostra vita, ecco un piccolo consiglio: se il tuo scopo è quello di ricordare quanto più possibile dal testo che ti trovi davanti, sia esso un articolo di giornale, un libro, un riassunto, una presentazione, EVITA sempre di porti passivamente davanti al testo limitandoti a leggere. Poniti quindi in modo ATTIVO, cerchia le parole chiave, schematizza, rielabora, crea una mappa mentale.

Non è tutto, oltre al porsi in maniera attiva, cerca di essere, quanto più possibile, creativo. Ma questa… è un’altra storia… e la scopriremo tra poco.

  • Cosa ho appreso:

    Esistono differenti tipologie di memoria. Il cervello, in ogni istante, elabora e sintetizza un numero incredibile di informazioni, per fissare qualcosa nei nostri ricordi, è necessario sforzarsi di porsi in maniera ATTIVA e CREATIVA nei confronti della materia che stiamo analizzando.

  • Falsi miti:

    La nostra memoria funziona come quella di un computer, basta prendere l’informazione e cacciarla a forza in qualche cartella stipandola per bene.

3. PAV, Loci Ciceroniani e il Palazzo della Memoria

L’errore nel quale incorriamo sin da quando siamo studenti, non per “colpa” nostra o dei nostri insegnanti, bensì per un problema più generalizzato e, azzarderemmo, “culturale”, è cercare di inserire le informazioni all’interno del nostro cervello solo per ripetizione.

Leggo, leggo, leggo, poi ripeto una volta.

In realtà, le neuroscienze ci insegnano ben altro.

Limitarsi a leggere in modo passivo, e magari ripetere una sola volta, le informazioni che troviamo scritte sui libri, paper, dispense, senza rielaborare quanto letto, è una strategia improduttiva. Rischiamo quindi di ritrovarci a leggere per ore e poi trovarci qualche minuto dopo con una gran confusione in testa e incapaci di riportare in modo chiaro le nozioni.

Il primo consiglio che ci sentiamo di condividere con te, utilissimo al fine di aumentare il tasso di ritenzione delle pagine macinate è, appunto, quello di rielaborare in maniera ATTIVA e CREATIVA quanto appena letto.

Ma cosa si intende per rielaborazione attiva e creativa?

All’interno di questo articolo vedremo due metodi molto importanti al fine di migliorare le nostre capacità mnemoniche e scrivere indelebilmente (o quasi), grazie ad un costante allenamento, le informazioni nella nostra mente.

1) Tecnica PAV

2) Tecnica dei Loci Ciceroniani

1) Tecnica PAV

La tecnica PAV consiste nel memorizzare le informazioni con una modalità che potrebbe sembrarci inizialmente un po’ folle e controintuitiva.

Le lettere P, A e V, stanno per:

PARADOSSALE

ATTIVO

VIVIDO

Cerchiamo di spiegarle meglio.

Quando cerchiamo di memorizzare un’informazione, ci limitiamo a prenderla, comprenderla (se ci troviamo nel giusto mood) e ripeterla. Questa però potrebbe essere paragonata ad un post-it vecchio, quando la colla inizia ad essere debole e usurata.

Ciò significa che, dopo pochissimo tempo, l’informazione memorizzata inizierà a sbiadire, ancora e ancora, sempre di più, fino a scomparire, rimpiazzata da altre appena immagazzinate.

Una strategia, non l’unica sia chiaro, per ovviare a questo inconveniente, è quella di creare delle immagini che colpiscano i nostri sensi, abbiano quindi lo scopo di accendere la nostra immaginazione, accarezzare la nostra fantasia. Ad essere sinceri, le mnemotecniche sono efficaci nella memorizzazione di: liste (parole talvolta prive di connessioni logiche), numeri (tutti sappiamo quanto sia stato difficile memorizzare un gran numero di date per esempio) ed eponimi (quelle scoperte che prendono il nome dallo scopritore).

Le immagini che creiamo nella nostra mente devono seguire alcune semplici regole, dovrebbero essere quanto più possibili:

  • Paradossali: fuori dall’immaginario personale e collettivo, non convenzionali, staccate da regole logiche e fisiche, proprio perché, solo in questo modo, potremmo incuriosirci e rendere l’immagine stessa eterna.

  • Attive: quanto più un’immagine sarà attiva, in movimento, lontana dal classico concetto di staticità, quanto più questa rimarrà impressa nella nostra memoria.

  • Vivide: viviamo il nostro ricordo e la nostra immagine con tutti i nostri sensi, coloriamola, doniamole un colore, un odore e così via. Usa i cinque sensi.

Creare immagini fuori dall’immaginario collettivo, attive e molto vivide, ci aiuterà a rendere il ricordo indelebile.

La stessa informazione, se anziché essere immagazzinata passivamente verrà rielaborata con queste principali regole, sarà ricordata con maggiore efficacia e divertimento.

Perché non provi anche tu?

2) Loci Ciceroniani e Palazzo della Memoria

Marco Tullio Cicerone, uno dei più grandi oratori che la storia ricordi, croce e/o delizia per studenti del liceo classico e scientifico, era in grado di tenere discorsi infiniti senza mai ritrovarsi a dire “Dove ero arrivato? Cosa devo dire ora?”

Ma come è possibile?

Come faceva un uomo come lui, appartenente a tutti gli effetti all’antichità, ad essere in grado di fare una cosa del genere, pur sprovvisto di tutti gli strumenti tecnologici e all’avanguardia che possediamo noi oggi?

Un giorno, a teatro, ci trovammo ad assistere ad uno spettacolo inaspettato. Il titolo prometteva molto bene, PRODIGI.

Vanni de Luca, illusionista matematico, calcolatore umano, mentalista, riuscì a risolvere il cubo di Rubik, scrivendo al contrario, recitando a memoria un canto della Divina Commedia scelto liberamente dal pubblico (lo stesso numero è documentato nel TedX di Genova, lo trovate tra i materiali suggeriti al termine dell’articolo). Trucchi? Neanche l’ombra.

Come fa a fare tutto questo?

Sherlock Holmes, personaggio immaginario ideato da Sir Arthur Conan Doyle, dotato di una memoria fuori dal comune e da doti apparentemente soprannaturali. Riesce a ricordare qualsiasi informazione abbia immagazzinato, oltre ad avere capacità fuori dal comune.

Un personaggio dell’antichità, un personaggio odierno e un personaggio inventato. Cosa potranno mai avere in comune tutte queste figure? Indovina un po’?

METODO

La seconda tecnica che analizzeremo è proprio quella tecnica nota come Loci Ciceroniani.

Per descriverla, prenderemo in prestito le parole dello stesso Vanni del Luca nel suo libro Prodigi:

“Normalmente i ricordi vengono posti in maniera casuale all’interno della nostra fitta rete di associazioni, e risulta quindi fondamentale depositare ogni informazione in un apposito scaffale mentale”.

E poi prosegue: “Il metodo consiste nel ricreare con la propria fantasia dei luoghi familiari e facili da richiamare alla mente, per poi collocare in quei luoghi le immagini PAV che rappresentano ciò che si vuole ricordare”.

Una fusione tra i due metodi analizzati.

In sintesi, ognuno di noi ha stampati, nella propria memoria, dei percorsi che compie ogni giorno: il tragitto che compie per andare a lavorare, la strada che percorre ogni sera per portare il cane, le salite e le discese che faceva quando era piccolo per andare a casa dei propri amici.

Il cuore della tecnica consiste nel ripercorrere mentalmente quella strada conosciuta alla perfezione e inserire, in corrispondenza di specifici luoghi lungo il cammino (chi ha un passato da gamer potrebbe definirli anche checkpoint) come una scalinata, un campo da tennis, una fontana, un palazzo particolare, delle immagini costruite con il metodo PAV.

L’insieme dei singoli luoghi selezionati dove collocare le immagini creative, prende il nome di PALAZZO DELLA MEMORIA.

Come vedi, tutto ciò che ci sta attorno può diventare un palazzo della memoria, tutto ciò che abbiamo vissuto fino ad oggi può, potenzialmente, aiutarci a memorizzare qualsiasi tipo di informazione.

  • Cosa ho appreso:

    Grazie all’utilizzo di tecniche collaudate come il PAV e i Loci Ciceroniani, posso aumentare enormemente la quantità e la qualità delle informazioni immagazzinate.

  • Falsi miti:

    Per memorizzare un’informazione devo leggere e ripetere il maggior numero di volte.

4. La memoria e i colloqui di lavoro

In poco più di 5 minuti abbiamo fatto un viaggio, abbiamo iniziato a guardare da lontano il mondo delle neuroscienze e aperto una piccolissima porta nel mondo delle tecniche di memoria.

Ma come possiamo mettere tutto questo in pratica nella vita di tutti i giorni?

Proviamo a ripercorrere tutto il nostro viaggio partendo da una situazione reale.

Un colloquio di lavoro, per esempio, ma anche una presentazione davanti al team o a un tuo cliente.

Come abbiamo accennato precedentemente, è necessario ricordare che, molto spesso, il problema non sta tanto nella memoria in quanto tale, bensì nella nostra scarsa pratica nella gestione delle emozioni connesse ad eventi che riteniamo importanti e cruciali per il nostro futuro.

La paura di parlare in pubblico (a proposito di memoria. Ti ricordi? Ne abbiamo già parlato in questo articolo) può portare, come magari ti sarà già capitato di provare sulla tua pelle, a dei veri e propri vuoti di memoria, momenti di oblio momentanei, salvo poi scomparire al superamento dell’evento fonte di stress.

Oltre ad una gestione emotiva funzionale all’evento in corso, è importante affinare e implementare i suggerimenti visti fino a questo momento, in maniera tale da combattere ansia e stress con lo strapotere della tecnica.

Quando vi trovate a dover preparare un colloquio di lavoro (lo stesso vale per una presentazione, uno speech o una qualsiasi altra occasione di public speaking) ricordati del caro vecchio Cicerone.

Ecco cosa fare:

  • Innanzitutto, in fase preliminare, metti a fuoco l’obiettivo e i contenuti che intendi condividere durante l’intervento.

  • A questo punto, indipendentemente dal fatto che si tratti di una presentazione sull’andamento trimestrale del nuovo prodotto o di quel capitolo che proprio non ti entra in testa, metti ordine nella tua mente.

  • Seleziona un percorso a te familiare e seleziona i punti chiave nel percorso, delle tappe obbligate con segnali distintivi inequivocabili.

  • Crea delle immagini connesse al contenuto che vuoi esporre e che siano quanto più paradossali, attive, vivide possibili.

  • Ci permettiamo noi di aggiungere, DIVERTITI. Troppo spesso sottovalutiamo il potere del divertimento e della felicità nell’apprendimento.

  • Fissa i punti nella tua mente e fanne una storia indimenticabile; questo, ti permetterà di non avere problemi anche nel caso in cui il tuo interlocutore decidesse di interromperti. Sai esattamente dove ti trovi nel tuo viaggio, sai cosa viene prima e sai cosa viene dopo, ripartire, approfondire, aggiungere informazioni sarà un gioco da ragazzi per un top player della memoria come te.

  • Fai pratica divertendoti e ripensando alle immagini un po’ folli che hai deciso di creare.

  • Ultimo, ma non ultimo, abbi fiducia sempre in te stesso e nelle tecniche che utilizzi.

Dimentica frasi come: “Ho una pessima memoria, non ricordo mai nulla di quello che leggo”, se fino ad oggi è stato così, è stato solo perché non hai mai avuto un metodo. Di seguito troverai la bibliografia essenziale per approfondire l’argomento.

Da oggi, hai fatto il primo passo per cambiare la tua storia.

Statisticamente, la maggior parte della popolazione italiana, nel mese di agosto si alterna tra grandi passeggiate in montagna e tuffi fragorosi in mare; goditi i momenti di vacanza come pausa da lavoro o studio, ma ricordati, da oggi in poi, ogni strada che percorrerai, ogni sentiero che attirerà la tua curiosità, potrebbe diventare un nuovo palazzo da costruire nello strumento più straordinario mai concepito nella storia dell’universo, la tua mente!

Fonti per approfondire gli argomenti trattati:

Deangeli Giulio – Il metodo geniale
De Luca Vanni – Prodigi
Salvo Matteo – Il segreto di una memoria prodigiosa

Vanni De Luca | Video TEDxGenova | Trova il tuo metodo


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